WRONG

...Parole, suoni, fantasmi nella nebbia...

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domenica, 31 dicembre 2006

beth orton

Postato da: Mele_Troppo_Marce a 14:47 | link | commenti (6)

Wrong (Edizioni Il Foglio, pp. 212, € 8,00)

 

“Il mondo dove mi piacerebbe vivere non esiste perché sarebbe tutto e niente, soprattutto niente.” Così è scritto nero su bianco, circa una trentina di pagine prima della fine di questo secondo romanzo di A. C, nato nel 1979, (-e si occupa di disabili. Wrong arriva tre anni dopo l’esordio per la salentina Besa Editrice con il noir atipico (“schizzatodeviato”, lo definisce l’autore)  Settantanove punti di fuga e rispetto al suo predecessore si presenta subito come un mosaico narrativo più a fuoco, compatto nonostante qualche forzatura sulla manopola della rabbia post-adolescenziale e dialoghi che in alcuni passaggi avrebbero potuto beneficiare di maggior dinamicità, ma degno di attenzione fin dall’incipit urlato fuori da Andrea (aka “endri-theboywiththearabstrap”), io narrante di un lungo monologo che comincia con un “Non me ne frega un cazzo del mio futuro, di quello che farò da grande, di quello che ho fatto, di quello che fanno gli altri...” prima di lanciarsi in una lista di nomi e cose in gran parte pescate dalla scatola-letamaio che chiamiamo comunemente televisore: Bush, Bin Laden, Don Mazzi, le Torri Gemelle, Naomi Klein, i Pokemon, San Patrignano, la famiglia Craxi, le veline e le letterine, le fanzines e le mostre del cinema ma anche Luttazzi, i Verdena, gli Afterhours.

   Andrea ascolta i Sonic Youth, i Mad Season e gli svizzeri Eva Kant (citati anche in epigrafe con il verso ultra dark: “Learning to die is learning to smile”). Vomita, fuma come una ciminiera, guarda la videocassetta girata al funerale  del nonno partigiano, poi i dibattiti su Telelombardia, emittente leghista. Deambula, osserva in disparte il vuoto o il dolore degli altri (incluso il processo di autodistruzione tra droga, alcolici e psicofarmaci della sorella Sarah), raccatta mentalmente le poche cose che sa di Simone, suo fratello maggiore, quindi si domanda cosa stia facendo Salinger o se la sua esistenza sarebbe migliore se si svolgesse all’interno di una fiction. “Riposo mentre gli altri lavorano, mi chiedo come fanno a non fermarsi mai per spararsi un colpo in testa.”, riflette. “Odio tutti i miei amici perché sono solo capace di causare casini, perché sono solo capace di deluderli” E: “Dico di volere distruggere tutto ma poi non farò niente, resterò sempre in quinta fila a vedere come vanno le cose.”  Wrong non è mozzafiato, non è leggero, non concede appigli ad un pubblico in cerca di svago e consolazione, ma  rivendica in tutta onestà lo status di romanzo che affronta il mondo a brutto muso dopo averlo inquadrato sotto una luce cruda da spogliatoio.  È un match serrato (e mai dissimulato) quello che la scrittura di C. organizza riuscendo nei momenti più ispirati a piegare la punteggiatura al servizio della voce. Può legare a sé il lettore o allontanarlo in virtù di una corrente viscerale di imbarazzante autenticità prodotta da questa lotta sfiancante, senza esclusione di colpi, contro un quotidiano che tritura nei suoi meccanismi chiunque rifiuti di farsi ingranaggio. Ruvido e punk quanto Costretti a sanguinare di Marco Philopat e Alienazioni padane di Saverio Fattori con le sue visioni di deterioramento, vagoni merci, fabbriche chiuse, bandiere che sventolano inutilmente, sogni clamorosamente mancati, infranti da un pezzo contro la barriera di un incubo. "Il mondo dove mi piacerebbe vivere non esiste...” Suona un po’ come quel lapidario “Mi manca chiunque” sulla quarta di copertina de La Scopa del sistema di David Foster Wallace. (N.G.D’A.)

 

Questa è una recensione uscita sul mio libro tempo fa...così, una chicca di fine anno. SE VI INTERESSA NON COMPRATELO ORA. ASPETTATE. RIESCE CON L'ANNO NUOVO........DAI...PAZIENZA.....

Postato da: Mele_Troppo_Marce a 10:17 | link | commenti (6)

...come messaggio di fine anno..........una frase trovata su un giornale "Non penso mai al futuro. Arriva così presto" (Albert Einstein)......anno...buono....

Postato da: Mele_Troppo_Marce a 10:05 | link | commenti (3)

sabato, 30 dicembre 2006

slow dawn…gli Smashing Pumpkins…li riascolto il giorno di un’impiccaggione spettacolare...su libero vedo che c’è già la possibilità di scaricare il filmato dell’esecuzione...cinici assassini...non potevano ucciderlo subito, sarebbe stato più dignitoso...condannato dagli stessi che lo avevano foraggiato, armato, spinto ad agire...il mondo dimentica, ignora, deride…(le quattro impiccaggioni in Giappone)...i mezzi di comunicazione prosciugano le menti.…una banda di pazzi con gli occhi iniettati di sangue travestiti da angeli custodi…e si avvicina l’ultimo dell’anno…stapperete lo champagne…vi ingozzerete di feste…sorrisi…petardi….io partirò sull’astronave parcheggiata in giardino….cervi….stambecchi….lupi…volpi e tassi come compagni di viaggio….vestirò di stelle…e salirò da te…aggrappato ad una cometa…come back to me my mistake…sto cercando una copertina…la nuova veste del libro…se qualcuno ha delle idee me le mandi…..sono al buio…cercate ZZ Packer…stamattina Willie Wonka………mi sono divertito……..e sentito vecchio.

Postato da: Mele_Troppo_Marce a 18:14 | link | commenti (3)

venerdì, 29 dicembre 2006

the biggest lie - elliott smith

i'm waiting for the train
the subway that only goes one way
the stupid thing that will come to pull us apart
and make everybody late
you spent everything you had
wanted everything to stop that bad
and now i'm a crushed credit card registered to smith
not the name that you call me with
you turned white like a saint
i'm tired of dancing on a pot of gold flake paint
oh we're so very precious, you and i
and everything that you do makes me want to die
oh i just told the biggest lie
i just told the biggest lie
the biggest lie

Postato da: Mele_Troppo_Marce a 12:49 | link | commenti (2)

giovedì, 28 dicembre 2006

- Segnalazione per gli amanti del Chuck - Su www.chuckpalahniuk.net un racconto inedito di Mr Fight Club: “Mr. Elegant” . un freddo bestiale.............chiudono l'anno nuovo parlando di pensioni...Mogadiscio occupata.....stasera 3 ore all'ospedale....ho gli occhi semichiusi......ho respirato bellezza questa notte...

Postato da: Mele_Troppo_Marce a 09:36 | link | commenti (4)

mercoledì, 27 dicembre 2006

E' Natale il 24
(P. Ciampi, G. Marchetti, P. Pavone)

E' Natale il 24
non riesco più a contare
la vita va così
ho una folle tentazione
di fermarmi a una stazione
senza amici e senza amore

Mio fratello è all'ospedale
sono giorni che sta male
la madre non l'ha più
anche Pino è separato
Elio al gioco si è sparato
mi stupisco sempre più

Io vado
quando sono abbandonato vado in cerca di una donna
senza danni
e sento
quelle volte che non pago che rimane pure amore
per un'ora

Ma il mattino mi consegna
Francescangelo drogato
non mi conosce più
per vederci un poco chiaro
bevo un litro molto amaro
sono dentro un'osteria

Il Natale è il 24
Gianna ha un cuore molto strano
la vita va così
ho una folle tentazione
di rifermarmi a una stazione
senza amici e senza amore

Il Natale è il 24

...girando, ho trovato la canzone di Piero Ciampi, questa non l'ho mai sentita.......lui, come dice Nada, era un poeta che si è bevuto tutta la vita....

Postato da: Mele_Troppo_Marce a 10:22 | link | commenti (4)

martedì, 26 dicembre 2006

”it seems like the ants love me // why they do? // these days of late spring make em pretty much around close their eyes // shake their little antennas and sense my past and present // down  winding road summer hailed and all the ants teerin by the lunch-box”...ascolto gli Yuppie Flu, stamani, in questo Santo Stefano gelido....ieri tutto veloce, meno male...in mezz’ora avevamo finito come al solito il pranzo....due regali luminosi...”Zidane. a 21st century portrait. An original soundtrack by Mogwai” ovvero la colonna sonora ad opera di uno dei miei gruppi più amati per un campione del calcio (avevo applaudito la testata data a quello schifoso di Materazzi…tifavo Serbia Montenegro e in quella finale Francia)….e il libro di ZZ Packer, “Bere caffè da un’altra parte”…il primo racconto è struggente, “Coccinelle”…ha uno stile molto rotondo….non so come spiegarvelo…..un saluto…la guerra continua su tutti i fronti…

Postato da: Mele_Troppo_Marce a 09:16 | link | commenti (8)

domenica, 24 dicembre 2006

miss violetta beauregarde

Postato da: Mele_Troppo_Marce a 14:17 | link | commenti

“È che il mondo dell’indie rock pare basato sul rosicare. L’indie rock pare basato sul rosicare. L’indie rocker, dovessi indicare un suo tratto distintivo, è contrassegnato dal senso di frustrazione. È la categoria di appassionati di musica più frustrata che ci sia: perché vive perennemente nel limbo schizofrenico del “voglio essere conosciuto, ma voglio restare elitario”, perché vuole essere assolutamente originale ma suona musica di trent’anni fa solo leggermente riedetata, perché vuole fare l’originale e l’alternativo ma è terrorrizzato da tutto quello che è alternativo ai suoi, di canoni. E non è finita: vogliamo parlare delle loro pretese di superiorità intellettuale? Vogliamo raccontare di come di come si sentono tutti i critici musicali? Perché un metallaro che ha a casa 200 dischi a casa resta un metallaro, ma un indie rocker che ne ha cento si sente invece in dovere di aprire un indie blog di recensioni e commenti, lamentandosi magari anche i magazine non gli danno spazio? Poi: perché il concerto del gruppo xyz di fronte a 200 persone è un evento epocale, mentre invece un rave con 5000 persone – di cui non parla un cazzo di nessuno, men che meno l’indie rocker – è comunque una stronzata? Questa è gente capace di declinare la propria passione solo attraverso la frustrazione e la recriminazione. Io non voglio essere così, e non sono così: la mia attitudine è esattamente opposta. So che non  vi piaccio, amici indie rocker. Perché voi le donne le supportate, certo; ma devono essere carine secondo i vostri canoni, che io non faccio, non devono permettersi di dire cose, che io dico. È vero: rispetto a quello che ho fatto, ho trovato uno spazio mediatico molto ampio. Con ciò? Ho fatto tutto da sola, questo è il fatto. Sono spazi che mi sono conquistata ad unghiate, anzi no, non ad unghiate, ma con una marcia dittatoriale costante, e mi sono conquistata da sola. Magari ora che il mio disco è uscito su Temporary Residence ho qualche porta aperta in più: però tutto quel che c’è, tutto quel che vedete, tutto quel che faccio, tutte quel che sono, sono io che ho lavorato per ottenerlo. Senza chiedere aiuto a nessuno. “ (Miss Violetta  Beauregarde, dall’intervista sul Mucchio di dicembra)…….mi chiedo Violetta se poi quella scatola ti sia arrivata…e se tutta abbia sorriso….o digrignato come fai…non te l’ho mai chiesto…mai avuta l’occasione…..

Postato da: Mele_Troppo_Marce a 14:02 | link | commenti (3)